LA NOTTE DI ROMA

Teutoburgo, germania, 9 D.C.

 
 

copertina libro - dominusLucio Cornelio, soprannominato l’Auriga, è un ricco patrizio, che mal sopporta l’autorità di Augusto. Per non scontrarsi col potere, con la prospettiva di essere ucciso o esiliato, si è sempre tenuto lontano dagli intrighi di palazzo. Vive in un suo mondo privato, con amici scapestrati, nascondendo le sue capacità dietro la maschera di giovane frivolo dedito alle belle attrici e alle corse coi carri, in cui è un campione imbattibile.
Ma certe finzioni non durano e il bel Lucio fa un passo falso, diventa l’amante di Giulia, nipote di Augusto. Subito si fa avanti il delatore, che mira al premio destinato alle spie, e cominciano a circolare voci di lesa maestà e di cospirazione. Solo per poche notti d’amore, Lucio rischia di essere coinvolto nella congiura ordita contro Augusto da Giulia e dai suoi dissoluti amici. Lucio è estraneo al complotto, ma si accorge di essere un sorvegliato speciale.
Reagisce al solito modo, evita, si nasconde. Sperando che a Roma si calmino le acque, raggiunge le legioni in Germania per incontrare il suo amico Arminio, principe del popolo dei Cherusci, che è stato ospite in casa sua e ha combattuto a fianco dei Romani guadagnandosi la fiducia di Augusto.
Ma, giunto all’accampamento, trova un’amara sorpresa: Arminio, fingendosi alleato dei Romani, ha organizzato una coalizione per scacciare i Romani dal suolo della Germania e, forte dei consigli della sacerdotessa Hilda, che col suo carisma riesce a tenere unite le tribù, sta preparando segretamente un attacco contro le legioni comandate da Quintilio Varo.
Quando riesce ad avere le prove del tradimento Lucio denuncia Arminio, ma non viene creduto ed è costretto finalmente a esporsi e a mostrare il suo vero carattere e il suo profondo amore per Roma.
Nella foresta Lucio incontra la nemica Hilda, la giovanissima sacerdotessa dei Cherusci, la salva dalle acque del fiume e se ne innamora.
Questo è solo l’inizio di un’avventura incalzante in cui si scontrano eserciti e si lacerano coscienze e appartenenze. Lucio e Hilda sono chiamati a scegliere tra il loro amore e la lealtà verso i rispettivi popoli e devono mettere in campo tutto il loro coraggio e la loro astuzia per sopravvivere.
La storia conduce il lettore nelle eleganti dimore patrizie di Roma, sulle strade dell’impero, e poi sul Reno e sui sentieri nelle cupe foreste dei Germani, in quei luoghi di confine in cui Romani e barbari si mescolano e si confrontano, tra commerci, traffici, incomprensioni e tradimenti, ma anche conoscenza reciproca, amori e suggestioni.
Risalta qui il discusso personaggio di Arminio, ambiguo e traditore, forte e generoso, Germano, ma Romano quanto basta per conoscere le debolezze dei Romani e servirsene per i suoi scopi.

Idea da cui è nato il romanzo

Per la prima volta con Augusto a Roma, dopo secoli di repubblica, si afferma il dominio di uno solo. La repubblica era finita, se non di nome, di fatto, e i Romani che erano cittadini divennero sudditi. Un cambiamento epocale. Nel periodo augusteo i Romani godettero di pace e di benessere dopo le grandi guerre di conquista e le guerre civili, eppure persero alcune libertà a cui in precedenza avevano tenuto molto.
Mi ha affascinato l’elegante Roma augustea, in cui erano confluite le ricchezze delle conquiste. La Roma dell’impero che si andava formando, di cui nemmeno gli storici di poco posteriori, come Tacito, riuscirono a svelare alcuni retroscena nascosti. Roma dominava tutto il Mediterraneo, si viaggiava velocemente, vi fu grande sviluppo dei commerci e degli scambi, grande fioritura delle arti e delle lettere, eppure fu introdotta la censura, i libri degli oppositori furono bruciati e prese piede particolarmente la figura del delatore.
Un’epoca di pace, di ricchezza e di sviluppo, che tuttavia preludeva con le confische, le condanne e i suicidi alle epoche posteriori tristemente famose per i processi.
Non tutti i Romani erano soddisfatti di questo stato di cose, e quando Augusto aveva già consolidato il suo potere c’erano ancora dei dissidenti. Il princeps dovette affrontare alcune congiure, come quelle di Marco Emilio Lepido, Varrone Murena, Fannio Cepione. Ma su queste vicende venne calata una cortina di mistero.

 Ara Pacis RomSi può comprendere, dunque, il personaggio principale, Lucio Cornelio, un ricco patrizio scettico e dissacratore, nipote di un uomo che aveva fatto parte dei nemici di Augusto. Lucio è stato educato dalla moglie dello sconfitto come un repubblicano e rifiuta il potere assoluto del princeps. Ma essere un dissidente poteva significare nel caso migliore l’esilio e la confisca dei beni, e dunque la fine della famiglia. Lucio ritiene che un futuro erede saprà adattarsi meglio a essere un suddito e la famiglia continuerà, così sceglie di allontanarsi dalla vita pubblica e vive sotto mentite spoglie, mostrando il suo coraggio solo nelle corse dei carri e nella caccia, fino al momento in cui commette uno sbaglio.

 

Qualcuno ha giudicato questo personaggio un po’ in anticipo sui tempi, forse più adatto a vivere qualche decennio dopo, sotto Nerone. Io, a difesa della verosimiglianza del mio Auriga, rimando all’ottimo libro ‘L’aristocrazia augustea’ di Ronald Syme, e soprattutto ai capitoli primo e quinto.

Arminio

Per scelta non ho letto le numerose opere letterarie che riguardano Arminio, ho voluto creare il mio Arminio, un personaggio che mi è molto caro.
Arminio fu colui che non permise l’annessione della Germania all’impero romano, evento carico di conseguenze per la formazione dell’Europa moderna.
Hermann - principe e condottiero della popolazione dei Germani Cherusci, ex prefetto di una coorte cherusca dell'esercito romano L’Arminio storico era un nobile dei Cherusci, vissuto tra il 16 a.C. e il 21 d.C. Per i grandi meriti acquisiti come ufficiale delle milizie ausiliarie romane, Augusto gli aveva concesso la cittadinanza e lo aveva fatto cavaliere. Ma Arminio aveva altri obiettivi e a soli venticinque anni riuscì nell’impresa di riunire in un’alleanza contro i Romani le tribù germaniche, che non si riconoscevano in una stirpe comune e guerreggiavano di continuo. A capo dell’alleanza distrusse tre legioni a Teutoburgo e in seguito tenne testa a Germanico. Fu ucciso dai suoi perché stava diventando troppo potente.
Io l’ho rappresentato come un giovane forte e intelligente dotato di grande carisma, che, vivendo a stretto contatto dei Romani, ne aveva imparato usi, costumi e organizzazione, e seppe fare buon uso di tutto ciò per sconfiggerli. Ammirava la cultura, la disciplina, l’efficienza di Roma e aveva assorbito e fatto suo il concetto di stato e di nazione estraneo ai Germani, eppure pensava che l’organizzazione statale per i Germani non dovesse essere il risultato della conquista, ma uno spontaneo e dignitoso processo storico, derivante da evoluzione interna e libero scambio.
La mia invenzione che Arminio fosse stato ospite a Roma è verosimile, perché sappiamo che a Roma arrivavano continuamente degli stranieri, spesso ostaggi barbari, che venivano ospitati con garbo, ed educati insieme ai figli dei Romani. Infatti il re dei Marcomanni Marbod, altro personaggio del libro, fu educato a Roma sotto la protezione di Augusto.

Storia d’amore.

Il motivo conduttore che immediatamente salta agli occhi è la storia d’amore tra i due principali protagonisti, che sono molto diversi tra loro. A me piacciono le storie d’amore intriganti, perlomeno difficili, se non impossibili, e ne ho costruita una a misura mia. E’ l’amore tra un patrizio romano e una barbara, tra un uomo senza illusioni e una profetessa, tra lo scettico dissacratore e la giovane donna, che è la bocca attraverso la quale gli dèi comunicano con gli uomini. Sono due persone che mai si parlerebbero sinceramente, poiché le convenienze lo vietano, ma lui ama la natura incontaminata e incontra per caso la maga nella foresta vicino a un corso d’acqua. Ma una semplice scampagnata si trasforma in una situazione di pericolo, per cui i due abbassano la guardia, dimenticano le convenienze e si comprendono subito, al di là delle difficoltà dovute alla diversa cultura. Sono tanto diversi eppure sono simili perché non amano i compromessi. La vita dei due protagonisti sarà sconvolta dalla guerra tra Roma e i Germani. Ma loro non possono diventare nemici e si ritroveranno, e da qui si snoda tutta una serie di vicende. Sono due figure umanissime, lui che non vuole farsi schiacciare, non vuole rinnegare le sue origini, lei che cerca le sue origini. Infine ambedue, Lucio e Hilda, faranno una scelta definitiva di libertà, come io ritenevo giusto che facessero e come anche, ne sono certa, il lettore si aspettava.

+ Nella versione cartacea questo libro è di difficile reperibilità É disponibile l’ebook

 
 

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